Posted by Roberta on February 15, 2010 at 02:47 [93.62.21.112]
Sabato pomeriggio, una delle pochissime occasioni in cui mi sono ritrovata sola in casa. Mio padre era partito per una conferenza e mia madre aveva deciso di andare con lui.
Non sapevo come approfittare di questa rara occasione, ma avevo un’ideina in testa. Attendo che apra la farmacia del paese, ci vado, e compro una peretta identica a quella del mio ragazzo. La sera andro’ da lui, ma voglio arrivarci gia’ preparata. Un salto all’alimentari a comprare due cose, ma soprattutto un po’ di frutta. Torno a casa e mi metto a sbucciare. Decido di esagerare mettendo nel mixer tre mele tre pere e due banane. Frullo il tutto aggiungendo un po’ d’acqua e poi metto la purea in una pentola a scaldare. Rispondo al telefonino e ci impiego un po’. Il composto intanto comincia a bollire. Meglio, mi dico, cosi’ si sterilizza. Lascio raffreddare mentre faccio un po’ di cose e decido cosa mettermi per la serata. Frugo nell’armadio e trovo un paio di vecchi jeans neri che non mettevo da un bel po’, chiedendomi se ci entrero’ ancora, e un body blu che non mettevo piu’ perche’ si era un po’ stinto. Mi metto le mutandine pulite, il body, e i collant, poi di nuovo al telefonino. Riattacco e mi provo i jeans. Mi vanno appena stretti, ma cio’ che succedera’ li’ dentro vale sicuramente un piccolo sacrificio. Comunque non stringono troppo. Completo la vestizione con un maglioncino nero.
Alle 19 mi chiama mia madre. Erano arrivati, tutto ok, andavano a cena e poi alla conferenza. Mi dice di non fare tardi e che sarebbero ripartiti in mattinata.
La purea e’ fredda. La faccio scaldare un po’, mentre sterilizzo la peretta. Mi armo di pazienza e provo a riempire la peretta. Il composto e’ troppo denso. Lo diluisco un po’ con l’acqua cosi’ da facilitare l’operazione. Trovo un piccolo imbuto che mi facilita un po’ le cose. Riempio la prima, mi tiro giu’ tutto, e lentamente la svuoto dentro di me. In due l’operazione e’ molto piu’ semplice, da sola e’ un po’ un casino. Alla fine la purea e’ tutta dentro di me. Mi risistemo. Come l’altra volta per diversi minuti ho la sensazione che mi scappi, ma tengo forte e dopo un po’ si affievolisce. Mi faccio un panino. Resisto con facilita’ fino quasi alle 21. Sto per uscire quando suona il campanello. E’ mia zia, cercava mia madre. La faccio entrare, le dico che non c’e’, le offro il caffe’. Ore 21.30, finalmente se ne va. Prendo la sacca nella quale avevo messo un intero cambio e chiamo il mio ragazzo che poco dopo e’ sotto casa. Salgo in macchina. Mi chiede se mi va di combinare qualcosa, dicendomi che aveva gia’ preparato tutto a casa sua. Gli dico che mi va ma senza paccottiglia, nascondendogli di aver gia’ fatto tutto io. Arriviamo sotto casa sua. Mi dice di aspettarlo e torna poco dopo con la perettina di lassativo in mano. Mi dice che vuole andare in un altro posto e percorriamo la statale per una buona mezzora. A me ogni tanto tenta di scappare, ma tengo forte senza farmi accorgere da lui. Raggiungiamo un paese e un parcheggio un po’ isolato. Parcheggia vicino ad alcune piante e scendiamo dalla macchina. Il posto e’ tranquillissimo e abbastanza fuori mano. Non c’e’ un’anima in giro. Andiamo dietro le piante e mi mette il lassativo. Per un attimo temo di non fare in tempo nemmeno a tirare su tutto, ma resisto. Mi faccio aiutare solo ad allacciare il body. Se mi fossi piegata probabilmente avrei ceduto. Torniamo verso la macchina dove c’e’ un po’ di luce. All’improvviso una macchina gira nel parcheggio. Oddio … la polizia!!!! Istintivamente entro in macchina, mentre loro si fermano di fianco alla nostra. Mi sembra di sentirmi morire, e mi scappa tantissimo. Non so come resisto, mentre chiedono i documenti al mio ragazzo. Un sospiro di sollievo quando il poliziotto gli restituisce i documenti e ci saluta. Sono allo stremo. Il mio ragazzo, incurante della mia situazione, sale in macchina e fa per partire chiedendomi se resisto un altro po’. Gli dico di no, che non ce la faccio piu’, confessandogli della purea che mi ero messa dentro. Ok … calma …. La polizia non se ne andava, quindi dovevamo andarcene via noi. Mi allaccio la cintura e ci avviamo verso l’uscita del parcheggio. Ale, gli dico, non ce la faccio proprio piu’. Ero praticamente in lacrime per lo sforzo di trattenermi e gia’ qualcosa era scappato fuori. Eravamo all’imbocco del parcheggio. Se fossi saltata fuori dalla macchina avrebbero assistito alla scena, ma non sarei comunque nemmeno riuscita a muovermi senza fare un disastro. Resisti piu’ che puoi, mi dice, ci fermiamo appena piu’ avanti. Ma io stavo gia’ cedendo e pochi secondi dopo una vampata di calore ha invaso i miei jeans. Piu’ violentemente della volta prima, quasi un’esplosione di calore bagnato che in un attimo e’ risalito fino a meta’ schiena e fino a meta’ pancia, interminabile. Non riuscivo a fermarla, anzi … il mio corpo sembrava spingere piu’ che tentare di trattenere.
Il mo ragazzo e’ rimasto a bocca aperta. Ormai non serviva piu’ fermarsi e ci siamo allontanati dal paesino prima di fermarci lungo una stradina deserta. Piangevo, consapevole di aver fatto un disastro sul sedile, ma lui mi ha tranquillizzata subito. I sedili in pelle si puliscono, non ti preoccupare. Basta che tu stia bene. E io stavo bene, ero eccitata dalla sensazione dei jeans cosi’ stretti e cosi’ pieni. Siamo ripartiti subito tornando verso casa. Li’ sono scesa. Il sedile sembrava solo bagnato e lui preso uno straccio e un po’ d’acqua l’ha pulito mentre io stavo li’ in piedi nel giardino. Poi siamo entrati nel box. Il letto era preparato come la volta prima. Lenzuola pulite ed asciugamani. Mi sono sdraiata e le sue mani hanno cominciato a scorrermi dappertutto. Sono venuta due volte prima di far stendere lui e prenderlo in bocca fino a farlo godere. Poi siamo rimasti a parlare per un bel po’. Stavo bene e mi piaceva sentirmi cosi’. Gli ho detto che non mi andava di lavarmi, che l’avrei fatto dopo a casa mia, che volevo restare cosi’ ancora per un po’. Lui era stanco perche’ la mattina si era dovuto alzare prestissimo, quindi gli ho chiesto di riportarmi a casa. Dopo un lunghissimo bacio sulla porta di casa mia lui se ne e’ andato, un po’ dispiaciuto di non aiutarmi a lavarmi, ma questo era cio’ che volevo …. Non cambiarmi ancora per un po’. Sono entrata in casa. Mi scappava terribilmente la pipi’. Mi sono tolta gli stivali e sono andata in bagno. In piedi dentro la vasca ho lasciato che il calore della pipi’ mi riscaldasse scorrendomi dentro i pantaloni, poi mi sono sdraiata nella vasca toccandomi fino all’orgasmo. Preso il coraggio a due mani sono entrata nella doccia e lentamente mi sono spogliata e lavata. Un vero disastro. Ci ho messo piu’ di un’ora. Ho preso un sacco nero e ci ho buttato tutto, uscendo e portandolo subito al cassonetto. Ero stanchissima, stravolta, sconvolta, ma felice della serata. Solo un po’ dispiaciuta per il sedile della macchina, che pero’ Ale mi ha detto essere tornato come nuovo.
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